...il primo sito che ti insegna a disegnare!
La Pieta' del Vaticano (parte 3)
Il tema della Madonna che piange sul corpo del figlio appena staccato dalla croce era diffuso soprattutto nelle Fiandre e nei paesi del nord Europa; Michelangelo lo fa suo, forse perché rispecchia bene il suo animo cupo e oppresso da tetri pensieri.
L'artista si recò a Carrara per scegliere personalmente il blocco di marmo, di altissima qualità, da cui poi avrebbe preso forma questa scultura: Michelangelo non si fidava di nessuno, e tendeva perciò a rifiutare ogni collaborazione da parte di aiutanti e apprendisti. Il trasporto del marmo richiese nove mesi.
Protagonista di questa Pietà è la bellezza assoluta, eterna, sublime. La Madonna è ancora una fanciulla nel fiore degli anni, quasi che per lei il tempo non sia passato dalla nascita di Cristo fino alla sua morte; non vi è segno di dolore sul suo splendido viso, solo di una serena, completa rassegnazione alla volontà divina ( "Ecce Ancilla Domini" ). Quando gli si faceva notare "l'errore cronologico" da lui commesso, Michelangelo rispondeva che la castità e la purezza donano "freschezza e fior di gioventù", e che per questo Maria non era invecchiata. Quest'affermazione non va presa alla lettera, ovviamente: ciò che Michelangelo intendeva dire è che l'anima umana, rappresentata nella Pietà dalla Madonna, a differenza della carne non è soggetta a decadenza se sgombra dai peccati.
Il sovrabbondante panneggio e le molteplici pieghe dell'ampia veste della Vergine fanno risaltare, per contrasto, la delicata e perfetta bellezza del corpo di Gesù, adagiato in grembo alla madre, abbandonato all'abbraccio della Morte che, unendosi alla Vita rappresentata dalla Madonna, raggiunge la perfezione in Dio.
La perfezione, non il dolore, è l'idea che Michelangelo ha voluto rappresentare con questa magnifica Pietà, che è anche l'unica opera firmata dall'artista: si può infatti vedere il suo nome sulla fascia che attraversa il petto di Maria; sembra che fosse stato messo in dubbio che scultura fosse sua, e che per questo Michelangelo vi abbia scolpito nottetempo il suo nome.
Straordinaria è la resa del volto di Cristo, magnifico, con i morbidi riccioli dei capelli e della barba e con la pelle di marmo rilucente tanto lisciato da sembrare cera.
Nonostante questa sia una scultura a tuttotondo è fatta per essere vista di fronte, poiché essa "emerge" dalla parete come un altissimo rilievo, sola e maestosa, a dispetto delle sue dimensioni ridotte: l'altezza è solo 1 metro e 74, la larghezza 1 e 95, la profondità di soli 69 centimetri; non vi è che un accenno del terreno su cui appoggia la struttura, ed è comunque arido e brullo (rappresenta il Calvario), come nella cappella Sistina e nel Giudizio Universale.


Il tema della Madonna che piange sul corpo del figlio appena staccato dalla croce era diffuso soprattutto nelle Fiandre e nei paesi del nord Europa; Michelangelo lo fa suo, forse perché rispecchia bene il suo animo cupo e oppresso da tetri pensieri.
L'artista si recò a Carrara per scegliere personalmente il blocco di marmo, di altissima qualità, da cui poi avrebbe preso forma questa scultura: Michelangelo non si fidava di nessuno, e tendeva perciò a rifiutare ogni collaborazione da parte di aiutanti e apprendisti. Il trasporto del marmo richiese nove mesi.
Protagonista di questa Pietà è la bellezza assoluta, eterna, sublime. La Madonna è ancora una fanciulla nel fiore degli anni, quasi che per lei il tempo non sia passato dalla nascita di Cristo fino alla sua morte; non vi è segno di dolore sul suo splendido viso, solo di una serena, completa rassegnazione alla volontà divina ( "Ecce Ancilla Domini" ). Quando gli si faceva notare "l'errore cronologico" da lui commesso, Michelangelo rispondeva che la castità e la purezza donano "freschezza e fior di gioventù", e che per questo Maria non era invecchiata. Quest'affermazione non va presa alla lettera, ovviamente: ciò che Michelangelo intendeva dire è che l'anima umana, rappresentata nella Pietà dalla Madonna, a differenza della carne non è soggetta a decadenza se sgombra dai peccati.
Il sovrabbondante panneggio e le molteplici pieghe dell'ampia veste della Vergine fanno risaltare, per contrasto, la delicata e perfetta bellezza del corpo di Gesù, adagiato in grembo alla madre, abbandonato all'abbraccio della Morte che, unendosi alla Vita rappresentata dalla Madonna, raggiunge la perfezione in Dio.
La perfezione, non il dolore, è l'idea che Michelangelo ha voluto rappresentare con questa magnifica Pietà, che è anche l'unica opera firmata dall'artista: si può infatti vedere il suo nome sulla fascia che attraversa il petto di Maria; sembra che fosse stato messo in dubbio che scultura fosse sua, e che per questo Michelangelo vi abbia scolpito nottetempo il suo nome.
Straordinaria è la resa del volto di Cristo, magnifico, con i morbidi riccioli dei capelli e della barba e con la pelle di marmo rilucente tanto lisciato da sembrare cera.
Nonostante questa sia una scultura a tuttotondo è fatta per essere vista di fronte, poiché essa "emerge" dalla parete come un altissimo rilievo, sola e maestosa, a dispetto delle sue dimensioni ridotte: l'altezza è solo 1 metro e 74, la larghezza 1 e 95, la profondità di soli 69 centimetri; non vi è che un accenno del terreno su cui appoggia la struttura, ed è comunque arido e brullo (rappresenta il Calvario), come nella cappella Sistina e nel Giudizio Universale.
| <<<Vai alla seconda parte... |
