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Imparare a disegnare

Un bel disegno armonioso, pulito e proporzionato appaga la nostra vista e il nostro senso critico-artistico, ci affascina.
Molti sono convinti che saper disegnare sia una dote riservata a pochi, in realtà nessuno sa disegnare, ciò che conta è saper osservare. Per cui l’unica differenza tra un bravo disegnatore e chi non riesce a fare nemmeno uno scarabocchio è l’intuitiva capacità di osservazione. Il problema sta quindi nell’incapacità di osservare e vedere correttamente ciò che è reale.
Chiarito questo punto, ecco alcune informazioni utili sul nostro cervello.

Svegliamo l’emisfero pigro!

Il nostro cervello è diviso in due emisferi, l’emisfero destro e quello sinistro, queste due parti sono collegate da una sostanza bianca detta “corpo calloso”, che permette ai due emisferi di interagire.
Quello che noi utilizziamo di più è l’emisfero sinistro detto anche logico-verbale, questo è in grado di catalogare, classificare cose e oggetti in base alla memoria, a lui sono rivolte queste funzioni:

  • leggere
  • parlare
  • scrivere
  • pensare logicamente
  • dare nomi a persone oggetti situazioni, etc.

Ripetiamo tutte queste azioni continuamente in una giornata, perciò questo emisfero è detto anche dominante.

L’emisfero destro, invece, possiede tutte quelle competenze e capacità che non possono avere un’applicazione pratica, che utilizziamo raramente e quasi mai per libera scelta, da qui nasce la sua pigrizia.
La capacità propria di questo emisfero è l’intuitività, cioè la possibilità di arrivare alla soluzione di un problema piccolo o grande che sia quasi per caso, la classica lampadina che si accende nella mente, esperienza gratificante ma non programmabile.
Ancora più specifica dell’emisfero destro è la capacità di vedere correttamente le forme nello spazio e la relazione tra forme-spazio senza classificare e dare nomi.
Provate a prendere in mano un temperino, sentirete l’emisfero sinistro che comincia a dare una serie di informazioni del tipo “è un temperino, serve per fare la punta alle matite, è di ferro, ha una lama, ha la forma di un parallelepipedo, è lungo, etc.” tutte informazioni utili, ma che non servono per saperlo disegnare. Sia che venga chiamato “temperino” o “Pippo” non vengono cambiate le caratteristiche che servono per disegnarlo.
Ecco che entra in gioco l’emisfero destro che invece è in grado di vedere la linea ideale (nella realtà la linea non esiste, si tratta di un’astrazione della nostra mente che ci permette di realizzare l’oggetto desiderato, per questo è definita linea ideale) che delimita l’oggetto, è in grado cioè di vedere le relazioni di proporzione tra l’oggetto e le sue singole parti senza dare un nome, possiede dunque quelle caratteristiche che ci servono per poter osservare correttamente e quindi disegnare.
Occorre svegliarlo e stimolarlo, mettendo in difficoltà l’emisfero attivo (sinistro), permettendogli così di entrare in azione.

Immagini come questa si chiamano ambigue perché possono essere guardate in due modi: il nero rappresenta una coppa o un vaso, il bianco due profili.
Ora provate a copiare l’immagine, mentre fate il primo profilo vi aiuterà l’emisfero sinistro (dando informazioni e nomi di quello che state disegnando), ma nel secondo profilo avrete bisogno dell’emisfero destro per riflettere il primo.

Un esercizio più avanzato può essere quello di copiare volti o parti di anatomia al contrario cioè con la foto rovesciata. Mentre disegnate, ricordate di non dare nomi ma fare riferimento alla linea ideale che dà l’emisfero destro.
Prendetelo come un gioco, se riuscirete a rilassarvi sarete sulla buona strada.